La credenza di casa di nonna era di legno chiaro, gli stipi di vetro giallo tremavano ogni volta che li apriva. In un cestino fatto a mano c’erano le caramelle: Rossana e galatine, ma le mou erano erano le mie preferite anche se si attaccavano ai denti. E lì, tra i piatti del servizio buono e le tazze prese con i punti del latte, nonna teneva le provviste: vasetti di pomodori pelati messi sottovuoto da settembre, zucchero e caffè, biscotti mezzi sbriciolati nel contenitore di vetro di Snoopy, mazzetti di origano messi a essiccare a testa in giù. Cucinare con lei era per me, bambina, un rito. Prendere rosmarino e basilico direttamente dalle piantine in giardino, veder lievitare la pasta della pizza sotto il canovaccio bianco, assaggiare il ripieno dei carciofi direttamente dalla ciotola, piccoli gesti che conservano per me un no so che di magico.
Ho sempre considerato la cucina uno spazio sacro. Un posto dove avvengono magie.
Ingredienti sani e naturali quelli della mia infanzia, che al giorno d’oggi è difficile recuperare.
In questa rubrica apriremo ancora una volta la dispensa della nonna alla ricerca di ingredienti genuini. Ogni volta scopriremo le caratteristiche di ogni alimento, e le sue proprietà che diventeranno alleate del nostro organismo.
Mettete il grembiule e lucidate i mestoli, si parte alla scoperta del biologico.